
Il soprano casertano Teresa Sparaco a Corato per il 2 giugno, 76° anniversario della Repubblica Italiana
Davanti al Teatro comunale, inaugurato nel 1874, dove conserva esternamente l’originale stile neoclassico e un fregio raffigurante una maschera ed una lira, si svolge, il 2 giugno 2022, alle ore 19:30, il Concerto in occasione del 76° anniversario della Repubblica Italiana.
Si è scelto di fare musica in piazza per avere la risposta completa del pubblico non solo per la musica lirica, ma per l’emozione, la voglia di ritrovarsi e di stare insieme. Vedere così tante persone vicine, senza distanziamento, essendo in esterno, sarà un colpo d’occhio che non capitava da un po’, un’emozione confessata anche dagli stessi artisti, ritrovarsi davanti alle persone che tanto è mancata negli ultimi due anni nelle piazze. Perché la musica non è solo intrattenimento, ma cultura, arte, e inevitabilmente pace.
Con lo slogan “La Musica salverà il mondo” l’evento, oltre alla sua importanza istituzionale, vuole
rimarcare in musica e canto l’imprescindibile impegno per la costruzione del legame di fratellanza, di pace fra gli uomini e i popoli. L’ UNIMRI Unione Nazionale Insigniti al Merito della Repubblica Italiana in collaborazione con i Cavalieri di San Nicola – Ordine della Nave, Agorà 2.0, Forum degli Autori Corato e con il patrocinio del Comune di Corato ha organizzato l’evento concerto dove si esibiscono: la Cav. Amb. Teresa SPARACO soprano, Vito CANNILLO tenore, Emanuele PETRUZZELLA pianista accompagnatore.
Relatore Giuseppe SCARINGELLA.

Il 2 giugno 1946, il popolo italiano tornò alle urne, dopo circa vent’anni di interruzione di vita democratica. Votarono, per la prima volta, anche le donne. Bisognava recuperare un ritardo storico, culturale e sociale che aveva confinato l’Italia nel recinto di un soffocante provincialismo e che la lotta partigiana aveva cominciato a rompere. In massa, donne e uomini, di ogni età, andarono a votare accettando di buon grado di fare lunghe code ai seggi, pur di poter esprimere la propria volontà sul futuro del loro Paese. Fu un momento di collettiva mobilitazione, in cui, presso i seggi elettorali, si declinarono insieme i sorrisi per la ritrovata libertà e le lacrime per le tante persone che non c’erano più. L’eco di tanti giovani, ragazzi e ragazze, torturati a via Tasso, trucidati alle Fosse Ardeatine, deportati nei campi di sterminio, catturati e uccisi nelle imboscate lungo gli Appennini, era lì, in quelle lunghe code elettorali, in cui era forte la consapevolezza che sul loro sacrificio nasceva la Nuova Italia.

