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Recensione di Annalisa Oliva
Il libro di Emilia Prata, Memorie di una testa tagliata, è un romanzo che lascia decisamente il segno. Uno di quei romanzi capace di farti vibrare l’anima fin dalle prime pagine.
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“La vita è una lotta senza fine tra una perdita ed una conquista” Emma è ancora scossa dalla morte della madre, quando le viene diagnosticata una malattia che avrebbe potuto porre fine alla sua vita da un momento all’altro. Le sue sensazioni, la sua reazione agli eventi, all’amore, alla malattia, metteranno a nudo tutta la fragilità di una figlia, il coraggio di una madre e la forza di una donna. Nel suo momento di peggiore sconforto, quando la vita l’aveva messa ancora una volta a dura prova, quando dentro di sè avvertiva che “la sua anima era solo sangue, amarezza, rabbia” tanto da pensare ad un gesto estremo, troverà nel ricordo del sorriso più dolce, quello della madre, la forza per andare avanti, continuare nonostante tutto e… sceglierà ancora la vita.
Sono diversi gli eventi che metteranno a dura prova Emma, ma saranno proprio questi che faranno di lei una donna forte. Crollerà come un uccello in picchiata ma prima di schiantarsi al suolo, riprenderà a volare e a VIVERE. Vivrà attraverso le sue passioni, lo studio, la ricerca, l’archeologia, l’amore. Sarà proprio l’incontro con Massimo che riuscirà a darle un rinnovato impulso tale da farle percepire fino in fondo le vibrazioni della sua anima. Con lui percepirà il risveglio dei sensi e la profondità dei suoi sentimenti non si placherà neanche quando saprà del suo legame con un’altra donna.
Saranno delle occasioni fortuite che li ricondurranno sulla stessa strada, entrambi attirati dal desiderio di scoprire insieme luoghi misteriosi, capaci di rivelare il fascino profondo del passato.
Ma anche quando ritorneranno alla realtà, alle loro vite, alla quotidianità, Emma continuerà ad amarlo ancora e ancora, nonostante la parte più razionale di essa proverà ad impedirlo.
L’amore per Massimo sarà un sentimento che andrà ben oltre gli stereotipi, vivrà dentro di lei fino a sentirlo “appiccicato alle pareti del suo essere per formare una patina di sogni e di desideri senza argini, che non l’avrebbe mai più lasciata”.
Un romanzo, quello di Emilia Prata, dal linguaggio scorrevole, piacevole, inebriante, coinvolgente, tanto da desiderare che il libro non finisca, ma più si avverte questa sensazione, più si viene inesorabilmente divorati, inghiottiti, senza riuscire a distaccarne gli occhi fino alla fine.
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